L'alcool è veramente causa di incidenti stradali?
Permetteteci la provocazione: sulla stampa non sono mai state riportate statistiche che lo dimostrino in modo univoco. Indubbiamente l'alcool rallenta i riflessi e ha gli altri effetti noti, e possiamo ipotizzare in grosse quantità aumenti la probabilità di incidenti. Ma le statistiche presentate sui giornali sono metodologicamente sbagliate.
Per due motivi: innanzi tutto, qualunque incidente in cui qualcuno in cui è coinvolto è "in stato di ebbrezza" viene attribuito all'alcool, a prescindere da altre possibili concause (caso limite: se mi nascondo sotto un albero e mi butto sotto la macchina di uno che passa ed aveva bevuto un paio di birre, l'investimento viene attribuito all'alcool). Insomma, esattamente come il problema delle autoradio che avevamo citato nel primo post.
Per seconda cosa, l'unica statistica che è significativa è il confronto del numero reale di guidatori "sobri", del numero di guidatori "ebbri"(*) con il numero degli incidenti che coinvolgono le due categorie: tutte le altre statistiche basate su presunte inferenze di dati relativi a fattori fisiologici sono del tutto prive di significato e non reali. Insistiamo ancora su questo punto: l'unico dato che è ha senso è il confronto tra la percentuale di "ebbri" che sono coinvolti in incidenti e la percentuale di "sobri" che sono coinvolti in incidenti, se si usano dati diversi, si falsificano pesantemente i risultati.
Questi dati sono chiaramente più difficili da trovare e da stimare: noi abbiamo trovato questi due numeri:
- Un'intervista sul Corriere del Veneto al Procuratore di Treviso Fojadelli citava il dato che a metà dei conducenti fermati dalle pattuglie in servizio nella Marca Trevigiana sarebbe stato rilevato un tasso alcolemico oltre ai limiti.
- in base ai dati forniti dal Servizio epidemiologico del Veneto, un terzo degli incidenti mortali vede coinvolti automobilisti che hanno "esagerato" con l'alcool
NB: siamo dispostissimi a riconoscere che i nostri dati sono sbagliati, se qualcuno ne ha di migliori, ma a condizioni che la metodologia sia corretta (ancora una volta: confronto % sobri-ebbri circolanti e sobri-ebbri coinvolti in incidenti).
L'etilometro: troppo inaffidabile
Un secondo punto, più importante, per cui la legge sulla guida in stato di ebbrezza è sbagliata è che l'etilometro non è uno strumento affidabile e i test vengono svolti in modo approssimativo. Infatti, ci sono diversi fattori che possono influenzare il risultato del test. Tralasciandone molti, vale la pena citarne due: l'aver bevuto da poco e l'aver fumato. Infatti, il principio dell'etilometro è che una parte costante dell'alcol presente nel sangue traspira nello scambio anidride carbonica-ossigeno nei polmoni. Ma per avere una misurazione corretta, è ad esempio necessario che l'alcol misurato nel fiato provenga tutto dai polmoni: la presenza di alcool nel cavo orale "sballa" in modo pesante la misurazione.
Questa "sensibilità", se così vogliamo definirla, dell'etilometro, non è una cosa che ci inventiamo noi, ma è riportata nei manuali d'uso (reperibili su Internet) di uno qualsiasi degli etilometri in commercio, che ad esempio avvisano che bisogna aver finito di bere da almeno 30 minuti prima di effettuare la misurazione. Si tratta di fattori che valgono in tutti i casi che non dipendono dalla qualità dell'etilometro, ma dalla fisiologia, ad esempio dalla presenza fisica di alcool in bocca, in quanto l'etilometro, per quanto preciso, non può che misurare l'aria che riceve, che se è alterata rispetto alle condizioni "di laboratorio" rende il test non significativo.
Sottolineiamo: non si tratta di essere in cerca di un modo di "scamparla", ma quello di cercare un'applicazione corretta ed equa delle norme. È contro ogni principio di democrazia quello di condannare (tanto più se penalmente) in base a valutazioni approssimative.
È come guidare senza tachimetro
L'ultima considerazione, ancora più importante, che facciamo oggi è questa: ammesso e non concesso che l'alcool sia effettivamente altamente pericoloso anche in piccole quantità, ammesso e non concesso che l'etilometro sia ragionevolmente affidabile nella misurazione, è illegittimo perseguire senza dare la possibilità alle persone di sapere se sono dentro i limiti o meno. Se chi commette un reato lo fa senza avere la possibilità di rendersi conto di commetterlo, bisognerebbe discutere sul fatto che tale azione sia effettivamente un reato.
In altre parole: oltre alle multe, bisognerebbe dare la possibilità alla gente di sapere prima di partire se è dentro i limiti o meno, ad esempio distribuendo degli etilometri in tutti i locali dove è servito dell'alcool. Cosa che toglierebbe anche molti dubbi attuali: uno dei maggiori problemi infatti è che nessuno sa bene che cosa vuol dire 0,50g/l (a quanto corrisponde? che sensazioni ha uno che ha quel tasso alcolico?).
Altrimenti, è come inasprire le sanzioni sull'eccesso di velocità, ma avere tutte le macchine in circolazione senza tachimetro...
(*) Non utilizziamo il termine "ubriachi" perché l'ubriachezza, di cui non è in discussione la pericolosità, è cosa diversa da un tasso alcolemico oltre i limiti di legge.
8 commenti:
E' vero! E' ridicolo questo accanimento (perché puro accanimento è) verso chi beve poco!
Non si può mettere sullo stesso piano chi beve una birra e chi si strafà!
Dubito che l'alcool faccia bene alla guida (immagino sia una provocazione)... però questa situazione che non si capisce niente è veramente assurda, nessuno sa quali sono veramente i limiti, e soprattutto se l'etilometro è preciso o no
demonizzare non serve a nulla: perké i poliziotti fuori dalle discoteche aspettano che uno sia montato in macchina per fargli il test? Perké non fanno il test prima che uno si metta alla guida?
Come fate a scrivere queste cose? Guidare ubriachi è un pericolo per sé stessi (e qui posso anche dire pazienza) e soprattutto per gli altri
Caro Mario, permettici innanzi tutto una provocazione: hai dati statistici significativi in grado di dimostrare quello che sostieni?
Comunque, a parte le provocazioni, il punto di questo blog, come abbiamo sottolineato, non è difendere gli ubriachi, ma evidenziare che c'è una "fascia oscura" verso i limiti inferiori, in cui si va a punire in modo sproporzionato (così come una fascia "alta" dove la sanzione è troppo leggera).
Insomma, uno potrebbe vedersi ritirata la patente solo per aver mangiato un paio di Mon Cheri (è un'esagerazione, ma non troppo). Questo è puro e semplice "forcaiolismo" per fare titoli sui giornali, non certo "sicurezza stradale".
@mario: quella degli ubriachi al volante è solo un capro espiatorio, per nascondere il fatto che non si fa nulla per la sicurezza stradale.
Vorrei citare un fatto... Tempo fa due miei amici si sono ritrovati per un aperitivo e conseguente puntatina ad una sagra, qui da noi sul ponente ligure. Essendo sempre stati insieme hanno bevuto esattamente le stesse cose (facendo i classici "giri"). Rientrando a piedi dalla sagra si sono imbattuti in un posto di blocco dov'era in servizio un carabiniere loro amico. Il carabiniere, vedendoli, scherzando, ha proposto loro di fare il controllo etilometrico pur essendo a piedi. Ecco la sorpresa: il tizio che chiameremo A segna 0,5 mentre B segna 1,3. Premetto che nessuno dei due, prima di iniziare il "tour", beveva da almeno otto ore in quanto entrambi di turno sull'ambulanza e, poiché il turno era iniziato alle dieci del mattino, è presumibile che non bevessero dalla sera prima, ossia da almeno venti ore... A cosa si deve, forse, questa diparità? A è alto 1,70 circa e pesa oltre 80 kg, B è alto 1,68 e pesa solo 65 kg. Allora che si fa? Diventiamo tutti obesi, così prenderemo un pò meno mussa (facile intuirne il significato anche per chi è nato fuori dai nostri confini) ma salveremo la patente. Preoccuperemo il ministero della sanità ma almeno potremo guidare...
Altra considerazione...
Ho un amico che è praticamente astemio: se lui beve una birra piccola non risulta positivo al test ma è realmente un pericolo al volante, se io ne bevo 4 sono fuori dai limiti ma, abituato a bere, non ho problemi. Allora dove sta la verità?
Non è meglio, come in molti stati degli USA, fare i test di reattività? Cammini sulla riga, si tocchi la punta del naso etc...
In questo modo si vedrebbe chi è realmente pericoloso sulle strade, si eviterebbero stupide cacce alle streghe e verrebbe punito solo chi lo merita. Questo, ovviamente, oltre ai test sul consumo di stupefacenti che sembra abbiano adottato da pochi giorni.
el_lobo@distillery.it
PS: Distillery è solo il nome della mia band...
sono fresco di ritiro e piuttosto imbufalito contro questa ondata propagandistica di vero e proprio proebizionismo. Non si può confondere un ragazzino uscito da una discoteca imbottito di superalcolici e pasticche, con chi si alza tranquillamente da una cena dopo aver bevuto un po' di vino. L'effetto e i rischi sono ampiamente differenti. Io sono un produttore di vino e faccio circa 45000 km anno per lavoro di cui almeno la metà a rischio patente. Mi chiedo se il rischio penale che corro tutti i giorni può essere veramente paragonato al mio rischio di guida. In vent'anni che ho la patente non ho mai fatto ne provocato un incidente. Sono stato fermato con 0,78 in perfette condizioni fisiche e ora per me lavorare sarà un inferno. Mi chiedo se circolare armati di una fionda sia penalmente paragonabile a circolare con un bazooka, ovvero vera ebrezza. Non trovo giusto affidare i giudizi solo a dei numeri; non siamo robot e i numeri non saranno mai corrispondenti alla realtà. Basta infierre sui cittadini onesti, sarebbe ora di occuparsi davvero di chi puo essere pericoloso e non servono etilometri per capirlo
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